Sanscrito

Il sanscrito è una delle lingue indoeuropee più antiche del mondo. La parola sanscrito letteralmente significa “perfetto” o “raffinato”. Questa lingua è tra le più flessive del mondo; la grammatica del sanscrito è considerata arcaica e complessa. Lo studio del sanscrito ha dato ai linguisti la possibilità di sollevare il velo del mistero della scienza linguistica dell’antichità. Durante una ricerca dettagliata gli scienziati hanno scoperto delle somiglianze uniche tra il greco antico, il latino e il sanscrito.

Il sanscrito è più diffuso nella parte settentrionale dell’India, come una delle lingue dell’epigrafia rupestre del I secolo a.C. Il sanscrito non va considerato sotto l’aspetto della lingua di un popolo specifico, ma come una lingua di un’intera cultura, parlata solo da una cerchia ristretta, l’élite sociale. Inizialmente il sanscrito veniva usato come idioma comune dello strato dei sacerdoti, che credevano di parlare la “lingua degli dei”. Questo non è affatto sorprendente, dato che tutti i mantra dell’ebraismo, del buddismo e del giainismo sono scritti proprio in sanscrito. Mentre i sacerdoti parlavano il sanscrito, l’élite delle caste più alte preferiva i linguaggi pracriti. Successivamente il sanscrito divenne definitivamente la lingua della classe sociale superiore.

Sanscrito

Oggi il sanscrito appartiene a una delle 22 lingue ufficiali indiane. A volte viene chiamato il “latino indiano”. Questo non è del tutto vero, poiché una gran quantità di persone parla tutt’ora il sanscrito ed è ancora usato nella scienza e nella letteratura.

Sì, il sanscrito è considerato una lingua morta, dato che al giorno d’oggi non si evolve più. Tuttavia, molti lo reputano la propria lingua madre o una seconda lingua, alla quale si prolunga la vita continuando a parlarla.

Coloro che vogliono approfondire la conoscenza della cultura indiana devono sapere il sanscrito. Lo studio si rivela altrimenti un compito assai complicato. Un gran numero degli scritti più antichi sono in sanscrito. L’idioma sanscrito si formò e si sviluppò in distacco dalle lingue europee. La situazione fu cambiata dalla campagna indiana di Alessandro Magno, dopo la quale il linguaggio venne arricchito coi vocaboli europei.

Il lessico del sanscrito è abbastanza complicato per un principiante e, a prima vista, assolutamente incomprensibile. Esiste più di un concetto per parole come, per esempio, acqua, cielo, amore, loto, il significato delle quali varia a seconda del contesto. Inoltre, esse possono distinguersi nel suono. Nella grammatica sono presenti delle parole composte che possono sostituire un’intera frase. È risaputo che la prima dispensa di grammatica della lingua sanscrita risale al IV secolo a.C., il che non è affatto sorprendente, considerando la sua complessità. Il sanscrito è composto da 48 suoni, allofoni compresi.

Il sanscrito è una lingua melodiosa e incantevole. Può essere particolarmente piacevole per un russo perché gli potrebbe ricordare la propria lingua madre. Una persona comune di madrelingua russa che studia il sanscrito sicuramente non farà alcuna fatica con il sistema fonetico, poiché sono molto simili in entrambe le lingue. Tuttavia, la maggior difficoltà potrebbe essere causata dalla presenza nel sanscrito di fonemi vocalici lunghi e corti. Un altro punto critico nello studio del sanscrito è la presenza di otto casi, tre generi, tre numeri e ventidue prefissi verbali. Nel sanscrito non esistono regole rigorose di punteggiatura, anche se ci sono comunque i segni di punteggiatura, che si suddividono in forti e deboli.

L’alfabeto sanscrito, chiamato spesso Devanagari, contiene 48 caratteri. Viene anche usato in altre lingue indiane e del Nepal. Una linea orizzontale sulla quale “si infilano” delle singole lettere può essere considerata una peculiarità del Devanagari. Come il sanscrito stesso, il Devanagari ha una struttura abbastanza chiara, tenendo conto di tutte le particolarità fonetiche e grammaticali. I testi scritti in sanscrito classico includono vocaboli composti lunghi che possono sostituire un’intera frase e a volte anche un intero paragrafo. Questo è uno dei motivi per i quali la traduzione dal sanscrito è come risolvere enigmi e sciarade.

Oggi spesso si individuano delle similarità tra il russo e il sanscrito. Non vi è da meravigliarsi, dato che sono simili melodicamente e hanno composizione fonetica analoga. A volte parliamo in sanscrito, in russo, per esempio, esiste l’espressione трын-трава [tryn-trava] (erba), e dal sanscrito trin è tradotto come erba. Possiamo trovare tanti esempi di questo tipo. Altre somiglianze tra le lingue sono l’ordine libero delle parole in una frase, lo stile, la sintassi e le regole grammaticali.

In Russia V.A. Korchegina ha dato un contributo fondamentale allo studio di una lingua come il sanscrito. Vera Aleksandrovna Korchegina è l’autrice del dizionario sanscrito-russo, così come l’autrice del Libro di testo di sanscrito. Se il vostro obiettivo è quello di imparare il sanscrito, questi due libri di testo saranno alla base dello studio. Alcuni linguisti sostengono che, una volta imparato a fondo il sanscrito, non si avranno più difficoltà nell’apprendimento di qualsiasi altra lingua del mondo.